Trama
Sienna e suo fratello lottano per ricostruire le loro vite distrutte dal massacro subito. Tuttavia, proprio quando pensano di essere al sicuro, Art ritorna per Natale
Valutazioni per genere
Vicini in classifica generale
Descrizione
Poco logico, tanto spietato. Il terzo capitolo della saga di Damien Leone, con un budget decisamente più alto, supera definitivamente il concetto di ECCESSI, in ogni aspetto, alternando una brutalità sadica e senza pari a un’IRONIA quasi infantile ma profondamente ALLEGORICA, in un contesto NATALIZIO al limite dello strambo, generando reazioni e opinioni contrastanti nel pubblico. La regia, volutamente grezza, con una fotografia dal sapore VINTAGE che richiama gli anni ‘90, crea un contrasto tra il moderno e il retrò, dando le sembianze di una storia al limite della DUPLICITÀ grazie anche all’alternanza di momenti di forte aggressività a scene apparentemente normali, addirittura COMICHE, esaltando la VIOLENZA e l’assurdità del suo mondo. Non a caso, uno degli aspetti più distintivi del film è la VIOLENZA, che qui è ancora più viva e DERISORIA. rispetto ai capitoli precedenti, alternata a momenti ironici, divertenti – seppur infantili – che preparano nuove MATTANZE. Alcune scene, però, risultano povere di logica e non sempre lasciano un impatto significativo, allontanando il film dalla sua natura horror e portando tutto su un clima molto più SURREALE e di difficile immersione. Insomma, se nel primo capitolo la tensione era alimentata dalla curiosità e nel secondo dominava la cattiveria di Art, nel terzo capitolo si lascia, definitivamente, spazio alla spettacolarizzazione del DISGUSTO, in una creatività più sfrenata e, a suo modo, originale. Questo però porta in secondo piano una trama, e una struttura, già poco architettata, a volte priva di logica che, unita alla lunga durata, favorisce fin troppo la CATTIVERIA. D’altronde questa idea è proprio l’anima di Art The Clown, un essere che privilegia proprio la cattiveria gratuita con impetuosa ironia, senza secondi fini. DISTURBANTE e IMPREVEDIBILE, Art the Clown riconferma il suo status di icona dell’horror contemporaneo, rivaleggiando con le leggende del genere. Con una CREATIVITÀ macabra, si afferma come un killer SOCIOPATICO, SADICO e GROTTESCO. Era da tempo che il grande schermo non offriva un personaggio così FOLLE e CREATIVO: la sua BRUTALITA, infatti, mescolata a un’irriverente IRONIA, è il marchio di fabbrica della saga, e in questo terzo capitolo raggiunge l’ESTREMO, tra sorrisi inquietanti e sopra le righe e una FEROCIA SANGUINOSA che non lascia scampo. Terrifier 3 amplia ancora la mitologia di Art the Clown e Sienna, questa volta unendo anche provocazioni BLASFEME al già presente macabro, delle note FANTASY più marcate, per alcuni fuori luogo, e riportando in voga il TORTURE PORN con un approccio più maturo, mescolando violenza estrema e tensione narrativa. La pellicola vuole lasciare concetti incisivi, non vuole proporre riflessioni o dare morali traumatizzanti, è puro e semplice splatter che, in un clima cosi libero e satirico, non fa mai male.
Consiglio
Più si va avanti più la logica diminuisce e il sangue aumenta. Da guardare dopo aver visto il secondo capitolo